La Crisi di mezz’Età

La mezz’etá arriva e quando succede diventa piú semplice pensare che allo stesso modo e con la stessa rapiditá arriverá pure la 3/4 di etá e poi la 4/4. La crisi di mezz’eta é per tutti soprattutto una crisi narcisistica. Si tratta di venire a patti con la propria mortalita, con i propri limiti, con la propria incapacita di raggiungere tutto quello che si desiderava nella vita. Bisogna quindi elaborare il lutto per la propria morte, per quella dei propri cari e bisogna superare la propria invidia per i giovani che ci soppianteranno. Nella più sana delle ipotesi bisognerá pensare che sará bello essere d’esempio o addirittura maestri, senza arroganza come Yoda, e ognuno per le proprie competenze. Nella mezz’eta gli individui con personalita narcisistica sperimentano forse un peggioramento della loro disfunzionalitá interiore, perche diventano sempre piu consapevoli della propria incapacita di soddisfare se stessi. Poco male, lasciatemi dire, sempre che non si diventi ancora più rompipalle. Inoltre, quando l’individuo narcisista raggiungerá la mezz’eta rischierá soprattutto di diventare invidioso di ciò che lui stesso era in passato e vivrá profondamente la sensazione di aver perso cio che una volta possedeva. In realtá nulla é andato perso, solo trasformato. Elliot Jaques, nel suo classico studio sulla crisi di mezz’età in una prospettiva kleiniana, sottolinea che intorno all’eta di trentacinque/quarant’anni negli artisti e negli scrittori si verifica sempre un cambiamento caratteristico e degno di essere registrato. Mentre i lavori che precedono la mezz’eta tendono a riflettere un idealismo ottimistico giovanile sulla bontá insita nell’uomo, Ie opere dopo la mezz’eta rispecchiano il riconoscimento e la rassegnazione al fatto che esistono anche Ie forze dell’odio e della distruzione. Secondo Jaques, il buon superamento della crisi di mezz’eta implica il superamento dell’idealismo della prima eta adulta fondato sulle difese maniacali inconsce contro due aspetti inevitabili della vita umana: la morte dell’individuo e l’esistenza degli impulsi dell’odio e della distruzione dentro ciascuno di noi. Forse il trucco per uscirne é lo stesso che abbiamo giá, volenti o nolenti, sperimentato durante l’adolescenza quando ci siamo giá ritrovati ad attraversare questa “stramaledettissima” posizione depressiva: fare in modo che dentro di noi l’amore e l’odio vengano integrati nuovamente in una concezione ambivalente del se e delle proprie relazioni. Per l’ultima volta, se Dio vorrá… :-)

Previsioni Meteo-Neve per l’Inverno 2013-2014

psiconauta.org

Rieccoci, come ormai da tradizione “biennale”, a condividere con tutti gli appassionati di snowboard e sci le nostre previsioni meteo-neve per l’inverno 2013-2014. Ovviamente è questo un articolo piuttosto scherzoso, un gioco per tentare di attirare le più grandi nevicate della storia sulle nostre alpi durante il prossimo inverno 2013-2014. Andiamo quindi ad iniziare…

Il Prof. Habibullo Abdussamatov è un insegnante universitario, molto noto per i suoi studi sul comportamento del Sole e le conseguenze sul clima. Secondo lui dal 2014 l’Europa, e parte degli USA, vivrà progressivamente una nuova era glaciale. L’Europa presenterà un raffreddamento della portata di 2-3°C in pochi anni con  conseguenze ben più gravi del grado di riscaldamento che abbiamo sperimentato all’uscita della piccola era glaciale. Secondo Abdussamatov il clima del nord Europa entro pochi anni diventerà gelido, con inverni simili a quelli siberiani e in pratica l’estate non sarà più vissuta come stagione nei paesi nord europei.  L’Europa meridionale, inclusa l’Italia, subirà un cambiamento meno drastico, ma senza dubbio rilevante, con freddo e neve a più riprese in inverno e alterazioni anche delle altre stagioni, con l’estate che potrebbe diventare particolarmente piovosa e ricca di episodi temporaleschi anche gravi, come si sta osservando in queste ultime settimane in Italia. Ricordiamo, inoltre, come il famoso meteorologo Joe Bastardi, esperto in previsioni “long rage”, abbia chiaramente affermato che gli inverni 2013-2014 e 2014-2015 saranno per la costa East degli USA e per l’Europa i più rigidi e nevosi degli ultimi 40 anni. Bastardi sostiene che si ripeteranno i patterns climatici osservati alla fine degli anni ’70.

L’Indice AMO è la conseguenza del moto del Vortice Polare Troposferico, più precisamente della quantità di Acqua dolce che deriva dallo scioglimento della Calotta Polare. E’ un indicatore di cambiamento dove si aggiungeranno altri fattori molto complessi, che sono uno la conseguenza dell’altro e si assommeranno uno dietro l’altro per poi arrivare al loro assestamento e consolidamento e da li in poi avremo l’Inizio Globale del Nuovo Ciclo Barico Freddo con l’AMO in fase neutra-negativa i primi effetti e parlo a livello invernale potrebbero esserci gia’ il prossimo inverno 2013/2014; mettiamoci anche il minimo solare che l’anno prossimo dovrebbe essere piu’accentuato. Il Ciclo 24 Massimo del Sole è stato raggiunto ma è in realtà un ciclo intermedio ed è fasullo, nel senso che non è un massimo ma una continuazione del Ciclo 23 Minimo undecennale che dovrebbe arrivare a una durata di 14 Anni ed è un processo oscillante ma continuo, la Nasa ha più volte riveduto i propri calcoli in ribasso sbagliando nel chiamare il Ciclo attuale Ciclo 24 in realtà è il ciclo 23 che prosegue. In sintesi, questo prolungarsi a iniziato a dare i primi effetti sulla Terra con l’aumento dei periodi nuvolosi e piovosi e/o nevosi a larga scala con abbassamento del flusso freddo verso latitudini medio basse ma gli effetti “al Top” veri e propri avranno un picco intorno al 2017/2018 nel frattempo avremo altre modifiche in altri settori barici che riguarderanno l’Emisfero Boreale. In ogni caso questa Estate 2013, che sarà molto anomala, sarà il primo tassello del Nuovo Ciclo Barico degli Anni avvenire.

Quindi, dopo aver esaminato tutti i modelli possibili, rivisto la letteratura internazionale sulle previsioni “long rage”, eseguita una analisi delle variabili climatiche degli ultimi mesi e consultato tutte le risorse sul web riguardanti l’argomento, azzardiamo le seguenti previsioni:

Settembre-Ottobre 2013: Fine estate ed inizio autunno molto anomali con tempo “pazzo” con possibilità sia di brusche cadute di temperatura, sia di innalzamenti decisamente fuori stagione. In ogni caso si ripeterà specularmente la “pazza primavera” di quest’anno; pochi eventi nevosi rilevanti ad altezze inferiori ai 2000mt.

Novembre 2013: Grandi anomalie climatiche con nevicate a “spot”, anche abbondanti seppur isolate, su tutto l’arco alpino, anche molto precoci ed anche a basse altezze, prevalentemente ad est. Verso fine Novembre neve anche sulle alpi occidentali. Nevicate forse anche più abbondanti ed anomale si osserveranno nelle regioni del centro Italia. In ogni caso per i primi di dicembre la neve sarà assicurata per tutti gli sport invernali sulle Alpi da ovest ad est, e non solo a grandi altezze.

Dicembre 2013: Brusco abbassamento delle temperature su tutta la penisola con nevicate molto abbondanti su tutto l’arco alpino, a rincarare la dose di neve già scesa nel mese di novembre. Anche in pianura si presenteranno precipitazioni nevose importanti. Snowboarder e Sciatori ricordate: è il momento di rinnovare tutta la vostra attrezzatura perchè l’inverno sarà da paura!

Gennaio-Febbraio-Marzo 2013: …e qui la quantità di neve sarà alle stelle!!! Temperature da polo nord, precipitazioni nevose impressionanti su tutto il nord italia ma non solo: la neve sarà al massimo sino alle regioni del sud e potremmo osservare il più nevoso inverno dagli anni ’70. Questa abbondanza di neve sarà solo l’inizio perchè, salvo nuove ed imprevedibili modificazioni di variabili climatiche che affronteremo l’anno prossimo, tale tendenza di innevamento mostruoso si protrarrà per i prossimi 5/6 anni a venire, addirittura in aumento!

Spero che pure quest’anno le nostre previsioni siano azzeccate come gli anni passati, e siamo felici che moltissimi appassionati di sport invernali ormai ci consultino già a partire dall’estate vista la nostra grande e “magica” precisione. Inoltre è tanta la nostra passione per lo snowboard e lo sci che in pratica abbiamo la capacità di “attirare” le nevicate come delle calamite, per cui… Buon Inverno di sport sulle nevi di tutta Italia a tutti!!!

La Creazione del Mondo: Darwin contro la Fantascienza biblica del Texas

Sono oramai molti anni che circolano sulla rete le famose “Venti domande da porre agli evoluzionisti“, scritte da un ormai noto colonnello in pensione di Kansas City di nome Walter Brown. Egli sembra portare avanti una esplicita guerra alla scienza, a Darwin e le sue teorie in particolare, avendo scritto un libro in cui tenta di dimostrare, tramite un pensiero “diversamente scientifico” la verità letterale di ogni singolo passo della Bibbia, a partire dal racconto del diluvio universale. La curiosissima teoria fantageologica del colonnello Brown stabilisce che un tempo sotto la crosta terrestre si trovasse moltissima acqua, in condizione di pressione elevatissima. Circa 5000 anni fa si sarebbero prodotte delle fratture dalle quali l’acqua sarebbe stata sparata fuori con una potenza enorme. Da queste fratture si sarebbero prodotte le dorsali oceaniche, separando le terre emerse, e spingendo i continenti nella loro attuale posizione. L’acqua innondando tutto il creato avrebbe dato luogo a nuovi mari, canyons oltre, ovviamente, a travolgere orde di peccatori che dovevano essere puniti; il cataclisma avrebbe anche congelato i mammut in Siberia, sepolto milioni di cadaveri creando fossili e provocando l’estinzione di molti dinosauri. Qualche dinosauro, però, sostiene Brown, deve ancora esistere sulla Terra: questo si deduce dal fatto che Noè non può aver disobbedito a Dio, e che deve averne senz’altro imbarcato qualche esemplare sull’Arca.

Di fronte ad una logica così scioccante, chi può ancora voler credere alle favolette degli scienziati tradizionali? La provocazione finale presente nel libro del colonnello Brown è la famosa lista di venti domande che il capo dei creazionisti del Texas pone agli evoluzionisti di tutto il mondo, i quali starebbero tacendo poichè impreparati ed arroccati sulle loro posizioni antibibliche.

Chi ritiene che la teoria diWalter Brown sia un delirio isolato, privo di seguito e non meritevole di seria considerazione, deve ricredersi. E’ da più di un secolo oramai che gruppi fondamentalisti cristiani statunitensi (e non) sostengono che ogni passo della Bibbia sia pienamente confermato dalla scienza moderna e che la teoria di Darwin sia semplicemente una delle possibile spiegazioni delle origini della nostra specie. In effetti è con amarezza che si apprende che nel corso di vari decenni di conferenze, articoli e libercoli vari sulla pseudoscienza del creazionismo è stato prodotto un angosciante risultato: secondo una indagine del Pew Research Center di pochi anni or sono, circa il 42% dei cittadini degli USA ritiene che l’uomo e le altre specie animali del pianeta esistano da sempre nell’attuale forma, e il 38% desidererebbe che il creazionismo sostituisse del tutto la teoria dell’evoluzione della specie nei programmi scolastici.

Ovviamente spesso viene chiesto agli evoluzionisti di dibattere con i creazionisti ma molti scienziati di fama mondiale hanno deciso di rinunciare a tale confronto poichè semplicemente impossibile. Un dibattito deve avere due parti in contrapposizione, in cui ciascuna sia perlomeno disposta ad ammettere i fatti presentati dall’altra. I creazionisti, invece, non comprendono la vera natura della scienza e semplicemente non contemplano il percorso di validazione di una teoria secondo i criteri scientifici di ripetibilità, falsificazione, etc etc. Gli scienziati spendono il loro tempo dicendosi l’un l’altro “Di questo non conosco la risposta”, “Ancora non sappiamo”, “Non capiamo come…”, mentre questo i creazionisti non lo dicono mai.

Sheldon Cooper e Leonard Hofstadter, ovvero Inseguire l’Ordine oppure accettare il Caos

20130508-054753.jpgForse non è vero che «in principio era il caos» e poi è giunto un demiurgo a mettere tutte le cose a posto, a introdurre un ordine che assegna a ogni oggetto, forza, ente, il proprio moto e la propria logica ragione d’essere. La funzione del “mettere ordine” è un mito sempre vivo, forse prodotto da un bisogno latente nei circuiti della nostra mente, un risultato dell’evoluzione che ci porta a percepire che nulla è più pauroso di un mondo imprevedibile. Un mito che da sempre è l’anima profonda dell’impresa scientifica (e filosofica), anzi, ne è quasi il presupposto: la ricerca dell’Uno, della legge fondamentale, la convinzione che dall’assenza di strutture nella marea di quark e fotoni prodotti dal misterioso evento del Big Bang sia nata l’ordinata struttura dell’Universo. Al posto del primitivo demiurgo delle antiche Cosmogonie, le raffinate leggi della fisica e della chimica divengono i metafisici Enti ordinatori, gli armonici rapporti della matematica divengono garanti della coerenza ed il significato del Tutto, niente escluso. Più in generale, sembra che tutte le Weltanschauung che l’uomo nella sua storia ha elaborato siano assimilabili a tentativi di escludere il disordine poichè solo in questo modo si può irradiare di significato l’Universo da cui proveniamo, in cui viviamo e dal quale siamo costantemente rimodellati. Ma individuare il senso, il filo logico che connette gli elementi del mondo e lo rende esplicabile significa ritagliare fuori dal disegno tutto ció che sembra non rientrare nel quadro intellegibile che andiamo tracciando: etichettarlo come “rumore”, caos, uno scarto residuo privo di senso.
Questi pensieri hanno fatto capolino mentre guardavo la mia puntata quotidiana di The Big Bang Theory, e mi hanno portato a domandarmi: quale é il vero elemento di follia intorno al quale ruota tutta la fantastica bizzarria del personaggio di Sheldon Cooper? Sheldon (che di lavoro fa il fisico teorico), al contrario del suo coinquilino Leonard Hofstadter (che é un fisico sperimentale), vive completamente fuori dalla realtá proprio perché rifiuta di accettare l’elemento caotico, imprevedibile e non imbrigliabile in leggi matematiche tipico del mondo in cui viviamo. Esprime, di fatto, una caratteristica del Disturbo di Asperger da cui risulta evidentemente affetto: necessitá ossessiva di ordine, di rincuorante ripetizione quotidiana di rituali, cercare di riconoscere leggi precise dove invece regna il caos, sia che si tratti di relazioni interpersonali, di amore, del cesto della biancheria sporca o del traffico cittadino. Sheldon Cooper è rigido ed inflessibile come lo sa essere chi padroneggia la logica in un mondo che vorrebbe ideale. Il geniale cervello di Sheldon tenta di ordinare il mondo intorno a lui a tutti i costi, considerando come elementi spuri, rumore di fondo senza significato tutto ciò che rappresenta la vera essenza dell’esistenza umana che sta proprio dove la scienza e la razionalitá raggiungono i loro limiti: il caos, l’afinalismo delle forze della natura, il fascino dell’assenza di un progetto e l’imprevedibile manifestarsi di un senso profondo. Per Sheldon Cooper le Colonne d’Ercole sono davvero la fine del mondo, mentre per Leonard Hofstadter sono l’invito ad entrare in un mondo più vasto, anche se misterioso ed inesplicabile. Sheldon e Leonard, il teorico e lo sperimentale, sono le due anime profonde del filosofo e dello scienziato di ogni epoca, che coesistono in proporzioni diverse in ogni essere umano.

L’immenso piacere dell’uomo nei grandi eventi sociali Sincronici

Folla

Alcuni dati storici mi ha sempre incuriosito, lasciato perplesso. Come giudicare il vezzo delle grandi dittature di continuare, ben oltre la presa violenta del potere, a indire pubbliche elezioni? Analizzando il secolo passato direi che è corretto, sebbene evidentemente paradossale, sostenere che le elezioni politiche caratterizzano sopratutto le dittature. L’Unione Sovietica, il terzo Reich, la Spagna di Franco, l’Argentina dei periodi più bui, la nostra Italia fascista o il più vicino Cile, hanno tutte amato visceralmente le elezioni pubbliche con percentuali di votanti sempre vicinissime al 100%: i pazienti cittadini in grande ordine andavano a mettere una bella croce sull’unico nome disponibile presente su milioni di schede elettorali. Il fascino di una procedura così fasulla ed ingannevole racchiude al suo interno validissime ragioni per le quali un sistema totalitario corre il rischio di smuovere masse enormi di persone, molte delle quali consapevoli dell’ingranaggio sociale perverso. Non va infatti dimenticato che quasi ogni buona dittatura è andata al potere mediante elezioni, o ne è stata confermata subito dopo. La violenza della presa del potere si associa sempre all’illusione del gesto democratico. Sento opportuno porre la riflessione, quindi, sul fatto che le elezioni, come altri eventi di cui vorrei discutere di seguito, sono una delle espressioni più clamorose sul piano sociale di un fenomeno di Sincronia.

Non è senz’altro sfuggito a chi detiene il potere dittatoriale che la Sincronia in un gruppo sociale agisce come potentissimo elemento di persuasione e di rinforzo del messaggio totalitario, esaltando e disciplinando tutti i soggetti coinvolti. Qualsiasi forma di potere, democratico o meno, funziona come una enorme istanza paterna, suggerendo delle regole, giuste o sbagliate, umane o meno, il rispetto delle quali ci fa sentire “a posto”, “buoni”, con la coscienza di appartenere ad un gruppo di persone che hanno fatto un loro bizzarro dovere. Il sincronismo può essere criticato a livello cosciente ma è la componente inconscia che lavora e raggiunge l’obiettivo inesorabilmente. Dovessi fare una analisi personale relativa a queste ultime votazioni del 2013, devo ammettere che dopo essere uscito dalla cabina elettorale ho provato sensazioni molto simili a quando da ragazzo facevo la Comunione in Chiesa: quando ritornavo al mio posto sulle panche di legno della piccola chiesa della Valpolcevera in Liguria che frequentavo, ero realmente felice e in pace. Nel caso della Comunione la mia gioia dovrebbe derivare dal fatto i aver incorporato fisicamente il Cristo, mentre nel caso delle votazioni è la consapevolezza di aver adempiuto ad un dovere chiesto dal Potere/Padre democratico o meno. Oramai non posso non dubitare, sia nel primo che nel secondo caso, che le ragioni esplicite, apparenti, che dovrebbero spiegare queste bizzarre attività umane siano quelle vere, soprattutto per quel che riguarda le conseguenze che hanno sul piano dell’appagamento affettivo.

Se fossi vissuto in un regime totalitario, ad esempio se fossi stato un ragazzo di vent’anni di Francoforte nel 1933, credo che ben difficilmente non avrei votato “liberamente” per il Partito Nazionalsocialista, e all’uscita dal seggio probabilmente una sensazione di sereno orgoglio si sarebbe impossessato di me (stile Comunione cattolica).  Il fatto che un manipolo di spiriti eccezionali e superiori abbia, sotto ogni dittatura, intuito, più che averne certezza, in anni in cui l’informazione era ben più manipolata di oggi, le abiezioni e gli orrori, combattendole da soli e pagando con la vita non sposta il problema del perchè moltissimi milioni di persone assolutamente nella norma sul piano psichico e sociale, abbiano appoggiato regimi che già nelle premesse conosciute erano quanto meno terrificanti.

All’uscita dei grandi musei, fuori dalle chiese, dentro gli stadi da baseball in USA, all’uscita dei seggi elettorali, fare con cura la raccolta differenziata o le chiacchiere fuori dalle scuole al termine delle lezioni è sempre un tripudio cameratesco, un felice strofinarsi di sederi, mimiche rilassate, allucinate intuizioni che tutto, in qualche modo, si risolverà per il meglio, naturalmente. Il mistero della Sincronizzazione Umana si riveste di panni religiosi o mistici, a volte, in altri momenti, porta la divisa dei doveri civili e patriottici, talvolta di eventi sportivi. Ma in realtà queste maschere non esistono per davvero, l’unica realtà è la potenza del fenomeno in se, lo strofinarsi dei corpi, la pressione delle voci, la visione reciproca, volti sorridenti che guardano altri volti che sorrideranno per contagio, il rombo dei piedi sulle assi di legno di una chiesa o di una scuola. Di qualsiasi cosa si tratti, fare la Comunione, votare per Stalin, buttare la lattina nel bidone verde e il cartone del latte in quello rosso, leggere Wittgenstein o adorare Maradona, l’importante potrebbe essere solo essere in molti, il numero dei soggetti in gioco è critico. Alle volte i segnali di Sincronizzazione sono le forme degli oggetti in vendita, i loro colori, la speranza di possederli e la noia di possederli di già. La simultaneità dei desideri “Pop”, la monoliticità ed uniformità delle nostre passioni, l’assoluta sovrapponibilità dei linguaggi utilizzati per comunicare sono tutti elementi che sono ormai sedimentati e stratificati per generare la nostra forma sincronica di esistenza. Quindi mi chiedo, non senza apprensione per la mia voglia di individualismo, per la mia autostima, per il senso di me che ho costruito, è possibile che senza il sincronismo tra milioni di corpi/menti perdano di significato la verità religiosa, il dovere di cittadino, lo spirito delle leggi, la cultura, le passioni? E’ forse il sincronismo perfetto la più alta forma di piacere che potrà mai provare l’uomo?