Dimenticare Darwin (?!?)
Ci sono personaggi della storia del pensiero che hanno dato delle belle batoste all’UOMO. Galileo ci ha detto che non siamo al centro dell’universo, Darwin ci ha detto che discendiamo dalle scimmie, Freud ci ha detto, infine, che “noi non siamo padroni in casa nostra” ovvero che il nostro io cosciente controlla ben poco della nostra vita psichica, del nostro comportamento. Ovviamente la chiesa ha tentato di “giustiziare” tutti questi pensatori. In realtà sono sconcertato non tanto dalle idee deliranti della nostra cultura (?) cattolica ma dai pensieri di certi “scienziati” che percorrono la critica a questi capisaldi della cultura. “Dimenticare Darwin” di Giuseppe Sermonti, pubblicato in Italia prima nel 1998 e nuovamente nel 2003, è stato giustamente ignorato dalla nostra critica letteraria e scientifica, ma sembra aver recentemente “sfondato” negli ambienti creazionisti degli Stati Uniti, dove è stato tradotto in inglese nientemeno che dal Discovery Institute, il think-tank dei creazionisti aderenti al movimento del “Disegno Intelligente” (Intelligent Design, o ID). Apprendiamo così dal libro vere e proprie bufale scientifiche, presentate come solide prove: che, secondo la teoria evoluzionistica, il DNA deve essere termodinamicamente isolato dall’ambiente; che le uniche piante con stecchi e foglie sono le angiosperme; che nel periodo Cambriano sono apparsi tutti i phyla animali, dai protozoi ai cordati; che non si conoscono forme fossili di transizione tra i mammiferi terrestri e i cetacei (per citarne solo alcune). Persino i traduttori creazionisti americani si sono sentiti in dovere di correggere alcuni degli errori più grossolani, che è tutto dire. Al costante abuso dei fatti che traspare dalle pagine del libro, il lettore con una minima istruzione scientifica biologica fa in fretta a passare dallo sconcerto all’irritazione. La cosa veramente difficile da credere è che, solo qualche decennio fa, Sermonti sia stato uno scienziato.
