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Videoproduzioni con una reflex digitale Canon 60D
Le impostazioni essenziali per la ripresa video
A costo di dire qualcosa di ovvio, questa è una lista delle impostazioni essenziali per delle riprese video con look da cinema, con una sintetica spiegazione del perché è utile ciascuna impostazione:
- Formato 1920×1080 24fps
Come dimensioni questo è il formato “Full HD” e la cadenza, o framerate, corrisponde a quella del cinema. È preferibile usare questo formato rispetto al 1280×720, detto 720p, proprio perché solo in questo formato è possibile usare la cadenza di 24 fotogrammi al secondo. Nel 720p, si è costretti a usare 50 o 60 fotogrammi al secondo, che rendono il video troppo fluido, col classico effetto “soap opera” (il formato 720p è però utilissimo per creare effetti di rallentamento). - Shutter su 1/50 di secondo
La velocità dell’otturatore determina quanta luce entra, e quanta sfocatura di movimento (motion blur) apparirà nell’immagine. Sempre per simulare il cinema, con cadenza 24fotogrammi al secondo e otturatore di 180gradi, ci servirebbe uno shutter di 1/48esimo di secondo, che non è però presente. 1/50 è però praticamente indistinguibile da 1/48, quindi va più che bene. - ISO manuale a 200 (se possibile)
L’ISO nelle macchine fotografiche rappresenta la sensibilità della pellicola. Nelle macchine digitali corrisponde al guadagno, gain, delle telecamere. Impostare un guadagno elevato introduce disturbi e rumore. È quindi sempre preferibile usare il minimo valore di ISO possibile, anche se le riprese risultano sottoesposte. In postproduzione sarà poi possibile correggere l’esposizione. Il valore minimo di ISO è 100, ma 200 diventa il valore minimo se si attiva la prossima opzione, fortemente consigliata. - Highlight Tone Priority attivo
HTP blocca il minimo valore di ISO a 200, riservandosi il valore inferiore per modificare dinamicamente l’esposizione dell’immagine. Il risultato sono riprese più cinematografiche, con una maggiore latitudine (la capacità cioè di riprendere una più ampia variazione di luce nella scena). L’esempio concreto è questo: con HTP disattivo, le aree più luminose dell’immagine diventano bianche (bruciate) più facilmente. Attivandolo, le aree luminose vengono automaticamente compensate con il valore di ISO immediatamente inferiore, preservando parte delle informazioni che sarebbero state perdute altrimenti. - Auto Lighting Optimizer disattivo
Questa funzione si disattiva automaticamente usando HTP, ma anche se si sceglie di non usare HTP dovrebbe essere disabilitata. Funziona un po’ come il controllo “dinamico” del contrasto presente nei televisori e adatta l’esposizione della scena alla luminosità rilevata. È chiaramente qualcosa che rende difficile controllare esattamente un’inquadratura e può vanificare qualsiasi sforzo di ripresa controllata e professionale. - Sharpening al minimo
Lo sharpening viene introdotto di default da tutte le telecamere e fotocamere per rendere apparentemente più nitida l’immagine. Poiché è una funzione digitale, può essere replicata in post produzione con più controllo, mentre è quasi impossibile cancellare lo sharpening già applicato dalla fotocamera in fase di ripresa. In particolar modo quando si fa correzione del colore o green screen, avere un’immagine quanto più piatta possibile è essenziale per un risultato di buona qualità.
Queste impostazioni non sono “suggerimenti” o “un punto di partenza”. Sono indispensabili per una resa cinematografica. Naturalmente puoi scegliere di usare parametri diversi che incontrano i tuoi gusti, ma così facendo rinunci ad avere una resa cinematografica.
Il corpo della 550D o della 600D unito a un obiettivo migliore, soprattutto se a apertura costante, permette di lavorare molto più facilmente. Questo significa spendere un po’ di più -a dire il vero significa spendere almeno il doppio. Altrimenti non ci sono grandi differenze nella resa dell’immagine tra un obiettivo professionale e quello kit. Il video è comunque diverso dalle fotografie e gran parte dei vantaggi di un obiettivo professionale si perdono con la minore risoluzione e gli artefatti dovuti alla compressione. Inoltre, un obiettivo non stabilizzato, sia pure di qualità, non è consigliabile per usi video. Questo restringe il campo a pochi candidati, con il Canon 24-105 f/4 in cima alla lista come bilanciamento tra qualità e prezzo. Dovendo scegliere degli obiettivi, i miei consigli dipendono dall’uso che devi fare. Inoltre, per regola, qui non si parla di quello che non si è usato con mano, quindi possono esserci alternative rispetto a quello che elenco (ad esempio gli obiettivi Sigma e Tamron): ma non ho modo di dare consigli su questi.
- Budget limitato: 550D / 600D + Obiettivo Kit 18-55.
Ne ho già parlato nel post, l’obiettivo Kit ha vantaggi e svantaggi. Lo svantaggio principale, per il video, è che non ha l’apertura costante. Ma per la maggior parte delle situazioni, incluse situazioni da produzione commerciale, può essere una buona scelta. Il costo è imbattibile. - Budget sui 1500 Euro 550D / 600D + Canon EF 24-105mm f/4 oppure Canon EF-S 17-55 F/2.8
Il costo dei due obiettivi è simile, ma il primo funziona sia sulle Full Frame che sulle fotocamere crop, il secondo solo sulle crop. Per il cinema digitale il secondo è più adatto, perchè più luminoso (importante per gli interni) e dotato di un maggiore grandangolo.
Però non è un grande investimento se si pensa di passare a full frame in futuro. Il 24-105 dal canto suo tende a pesare un po’ sulla piccola 550D e in misura minore su 60D e 600D. - In generale cosa cercare in un obiettivo
Oltre alla qualità costruttiva e di resa dell’immagine, i punti chiave sono che sia ad apertura costante e stabilizzato. Con il rolling shutter la stabilizzazione è essenziale, e nella produzione video l’apertura costante semplifica molto la vita.
Una delle questioni più frequenti riguarda gli obiettivi luminosi (detti anche “veloci”) e se sia meglio un obiettivo più luminoso (ad esempio f/2.8) ma non stabilizzato o uno meno luminoso (f/4.0) ma stabilizzato. Tutto dipende dalle circostanze, naturalmente, ma di norma, per applicazioni video, e considerato che la post produzione è un passo obbligato oggi, un obiettivo stabilizzato è molto più importante di uno step in più o in meno di luminosità. Inoltre, un obiettivo più luminoso non è la soluzione per riprese in scarsa illuminazione, anche se può essere indispensabile per le riprese notturne. Man mano che si aumenta l’apertura, decresce la profondità di campo, e diventa sempre più difficile mantenere a fuoco personaggi e elementi importanti della scena. Questo è esattamente il motivo per cui si sceglie di lavorare con le DSLR ma per chi è abituato alle videocamere può essere sconcertante scegliere un obiettivo molto luminoso -e costoso- e poi combattere con la messa a fuoco. La maggior parte dei pareri sugli obiettivi, si riferiscono a quello che è il mercato principale: la fotografia. Per il video, i requisiti sono differenti. Quello che conta veramente sono lo stabilizzatore e l’apertura costante. A parte l’ottica kit, della quale ho già parlato, non mi sento di consigliare nessuna ottica con apertura variabile.
In definitiva, per riprese di cerimonie, o per produzioni più televisive, una DSLR non è una buona alternativa alle classiche videocamere. E non mi sento di consigliarla come videocamera per le vacanze (i video puoi farli, certo, ma è scomoda -sceglila solo se ti interessa di più la fotografia e vuoi anche fare dei video).
Discorso diverso per la produzione in cinematografia digitale, intesa come girare a basso costo, pianificando le riprese e sfruttando al massimo i vantaggi estetici e narrativi di una ristretta profondità di campo. La generazione di DSLR video Canon iniziata con la Eos 550D e attualmente rappresentata dalla Eos 60D è uno strumento produttivo che mi sento di consigliare senza esitazioni per la cinematografia digitale.
