Etichettato: danno
Quando i medici temono i pazienti…
Ormai è una realtà: sembra che la gente non muoia per colpa delle malattie ma per causa dei medici. Conseguenza “molto” attuale di questo modo di pensare di stampo giornalistico/mediatico di serie “B” è l’abitudine alla messa in atto di ricorsi e denuncie a carico del medico. Sono nate vere e proprie tendenze giuridico/imprenditoriali del tipo “Non è soddisfatto del trattamento sanitario che ha ricevuto? Venga presso lo studio legale XYZ e attueremo una denucnia. Se la causa andrà a buon fine lei ci pagherà se no amici come prima…”. La medicina difensiva consiste nella pratica di diagnosticare e curare, non con lo scopo primario di assicurare la salute del paziente, ma come garanzia delle responsabilità medico legali seguenti alle cure mediche prestate. Secondo i dati di Ania negli ultimi anni si è registrato un allarmante aumento delle richieste di risarcimento da parte dei pazienti a carico dei medici e delle strutture sanitarie. Dal 1995 al 2005 si è passati da 17.000 sinistri denunciati a circa 28.500 con un aumento del 65%. La medicina difensiva è ritenuta un fenomeno da arginare soprattutto nell’interesse del paziente che può non ricevere le cure adatte poichè il medico, che non tratta di una disciplina “certa”, che non è un “matematico”, può rifiutare di affrontare alcuni casi clinici, evitare di osare interventi più impegnativi, prescrivere troppi esami, etc. etc. Non si vuole assolutamente affermare che non esistano situazioni di danno al paziente per il quale vadano attribuite responsabilità al personale sanitario. E’, come sempre, un “segno dei tempi” la tendenza all’estremizzazione. Sarebbe necessario un intervento legislativo che ripristini un equilibrio tra l’esigenza di salvaguardare gli operatori sanitari da iniziative giudiziarie avvertite come arbitrarie e ingiuste e la necessità di tutelare i diritti dei pazienti che si ritengano danneggiati da episodi di “medical malpractice”.
