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Pilotare le decisioni della gente è uno “sport” da intellettuali

Sapete che cosa è il “framing”? Questo termine, che potremmo tradurre in italiano “incorniciamento”, definisce le modalità con cui si “confeziona” un elemento di retorica in modo da incoraggiare certe interpretazioni e scoraggiarne altre. Mi spiego meglio con un esempio: negli USA un repubblicano avveduto non nominerà mai la “ricerca petrolifera”, negativamente interpretabile sul piano ecologico, ma preferirà piuttosto dire “esplorazione energetica”. Ovvero “Positively” e “negatively framed informations” portano a risultati molto diversi sul piano degli orientamenti personali.

La nozione di framing prende le mosse dal lavoro di Erving Goffman ”La vita quotidiana come rappresentazione (1959), un saggio sul controllo espressivo. Queste opere, a loro volta, si ispirano marcatamente al concetto di immagine elaborato da Kenneth Boulding nel 1956. George Lakoff, nella didattica del suo corso discienze cognitive presso l’Università della California in Berkeley, ingiunge agli studenti: «Non pensate ad un elefante rosa!». Secondo Lakoff, a quel punto non si può fare a meno di pensare ad un elefante rosa, poiché la mera menzione delle parole “elefante rosa” evoca inevitabilmente l’ immagine “elefante rosa” (ed un frame di “accompagnamento”).

In Italia il dibattito politico, per il semplice fatto di essere rivolto alla base dell’elettorato, non riguarda mai un confronto di complicate posizioni contrarie che si manifestano di volta in volta sui singoli temi. Questo annoierebbe la maggior parte della cittadinanza la quale, di fatto, non conosce nel particolare i contenuti degli orientamenti politici di “destra” e di “sinistra”. Il modo come i cittadini percepiranno e interpreteranno intellettualmente e emotivamente le diverse posizioni dipenderà da come sarà avvenuto il “framing” cioe l’incorniciamento delle informazioni dai diversi attori del dibattito politico, laddove per cornice (frame) deve intendersi una strategia comunicativa che va bel oltre la semplice proposta di argomenti a favore o contro un certo provvedimento legislativo o governativo. Creare un frame efficace significa fare abile uso di elementi metaforici e simbolici, alle volte anche narrativi e “sensoriali”, che orientino le emozioni degli ascoltatori-cittadini in maniera da predeterminare l’accettazione o il rifiuto di un argomento prima ancora di un’analisi critica e razionale. Inoltre tanto più gli argomenti sono complessi e difficili, come avviene nell’attuale scenario politico ed economico, tanto più chi usa buoni “frames” si trova avvantaggiato su chi confida solo sulla razionalità dell’argomentazione.

Da Il Sole 24 ore: “La strategia difensiva di Berlusconi nel caso Ruby in quattro mosse spiegata da uno spin doctor”

Berlusconi e Ruby come paradigma delle dimensioni caotiche dell’eros

L’eros e la pulsionalità sessuale tra un uomo ed una donna, qualsiasi sia la forma interpersonale, sociale ed emotiva in cui si esprimano, definiscono un “sistema caotico” ovvero un sistema che, date definite condizioni iniziali, avrà un andamento imprevedibile. Non solo. Se potessimo rivivere da capo innumerevoli volte una qualsiasi esperienza erotica, amorosa, mercenaria, impulsiva, o di qualsivoglia natura, il “sistema caotico” non sarebbe mai uguale date le medesime premesse. E’ come quando noi gettiamo una goccia di inchiostro in un vaso di acqua: potremo farlo sempre nello stesso modo, con le stesse condizioni iniziali ma le forme che prenderà la “nuvola” di inchiostro sarà sempre diversa. Quando si esprime “pulsionalità sessuale” il sistema è altamente instabile ed imprevedibile. Sia che si parli dell’amore della nostra vita che di una prostituta. Uomo + Donna + Sesso rappresentano una miscela di dimensioni dell’esistenza che non possono essere affrontata con modalità lineari, geometriche o di pensiero razionale classico. Non è improbabile che il nostro premier verrà distrutto, o quantomeno fortemente “danneggiato”, più dal “Ruby Gate”, piuttosto che dalle accuse di tangenti, falso in bilancio, corruzione, mafia. Berlusconi ha avuto la pretesa “onnipotente” di controllare l’incontrollabile, ovvero la sua propria sfera pulsionale. Ovviamente non ha avuto successo. Gli altri suoi problemi con la legge sono più “lineari”, più razionalizzabili, ed infatti li ha gestiti egregiamente. Berlusconi ha pianificato tutto nella sua vita, è un uomo spregiudicato e sicuramente di intelletto, ma evidentemente non conosce ne la fisica moderna, ne la psicoanalisi.