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Wiki-ClinicalHistory in Psichiatria

Negli ultimi tempi, come ha constatato Eugene Braunwald, i medici hanno perso interesse verso un’attenta anamnesi relegando sempre più la pratica della raccolta dei dati clinici rilevanti ad un semplice questionario stereotipato, dimenticandosi che l’anamnesi è in assoluto il miglior modo per ottenere informazioni importanti. In psichiatria l’anamnesi ha dei connotati fortemente narrativi indispensabili per scendere nel profondo dello stato attuale come risultato dei precedenti interventi sanitari, psicologici e riabilitativi. In questo senso l’anamnesi psichiatrica, per larga parte, non è riconducibile ai soli dati clinici oggettivabili ma dovrebbe richiedere un approccio corale che raduni le esperienze di più medici, infermieri ed altre figure professionali dando loro la possibilità di scrivere una storia fruibile, informativa e veritiera. Elementi di forte bias e distorsione sono i tempi ristretti, l’opinabilità delle affermazioni, la possibile connotazione “moraleggiante” delle informazioni, elementi controtransferali, la necessità di riscrivere ogni volta “ab initio” la storia di una persona spesso soffermandosi prevalentemente sulle ultime vicende rilevanti. A mio parere tutti i tentativi di tecnologizzare questo processo sono stati, ad oggi, fallimentari poichè si tenta sempre di ridurre con schemi e questionari prestabiliti questo processo complesso. Ovvero l’informatizzazione non aggiunge alcun elemento di valore, è solo un vezzo.

La mia proposta sarebbe quella di strutturare la raccolta anamnestica secondo il consolidato e vincente processo di costruzione della base di conoscenze tipico di wikipedia, ovvero per stratificazione dei frammenti di conoscenza di tutte le persone che entrano in contatto con un soggetto. Sarebbe questa una modalità per cui la storia clinica si verrebbe a strutturare per approssimazioni successive, precisandosi sempre di più nel tempo, e non, come avviene ad oggi, degradandosi secondo l’avanzamento delle coordinate temporali. Sarebbe necessario un “case manager” che possa funzionare da revisore,  mentre tutte le figure professionali coinvolte potrebbero contribuire con frammenti valutabili e rimodificabili da tutti gli altri. Ogni frammento verrà attribuito a colui che lo ha effettivamente scritto, dando onere e responsabilità alla persona che fornisce il proprio contributo. Questo genere di storia clinica potrebbe essere, quindi, altamente informativa, rapida da utilizzare con un “cut and paste” sulla cartella clinica elettronica, abbattendo molti, se non tutti, gli elementi di bias che favoriscono ritardi, errori diagnostici e interventi sanitari, farmacologici e non, impropri o già risultati inefficaci.

Il Senso del Meraviglioso ed il Desiderio

La formazione dell’uomo rappresenta un dei grandi temi del presente, in quanto profondamente fondante la nostra speranza per un migliore futuro. La mia osservazione, come psichiatra, riguardante la sfida che la formazione dell’uomo rappresenta per la nostra società non può che essere fortemente connotata dalle dimensioni dell’emotività. In questo senso, io credo fortemente che le uniche cose che possano rimanere come patrimonio inestimabile ed indelebile di un percorso educativo siano il senso del meraviglioso ed il desiderio. Meraviglia e desiderio sono due stati interni solo intuitivamente percepibili. Con grande difficoltà uno psichiatra potrebbe descriverli con efficacia. E’ piuttosto il lavoro di un poeta. Questi due concetti sono, di fatto, l’unica vera ragione per cui siamo spinti verso il mondo e connotano profondamente il nostro personale modo di stare nel mondo. Sono, per l’uomo, i due più efficaci strumenti di cura e di resilienza, ovvero di appianamento del dolore per la transitorietà del nostro esistere.

Ogni giorno mi ritrovo a contatto con la dimensione della disperazione, dell’inadeguatezza e della perdita di senso di altre persone. Spesso mi chiedo cosa differenzia nelle fondamenta chi ha normalizzato il rapporto con il mondo da chi non ce l’ha ancora fatta. Non ho dubbi che alla base di tutto stiano le dimensioni biochimiche che stiamo, a fatica, definendo, guadagnando nuove acquisizioni con costanza ma con un processo di sempre maggior fatica che cresce con andamento geometrico man mano che ci avviciniamo al “core”. Ma io so che non avrò il tempo per sapere la verità sull’uomo, dovrò accontentarmi di metaforizzare ed allegorizzare per orientarmi, conscio che la dimensione del mito accompagnerà ancora per molti secoli i temerari interessati al “vero”.

Ricordo benissimo la prima volta che mi sono immerso nel mistero e nel meraviglioso. Io, mio padre ed un cielo stellato sono stati il più grande momento formativo della mia vità, e quella condizione dell’animo non mi ha mai abbandonato. Eravamo in una campagna ligure, durante una cena con amici. Ci siamo allontanati verso un prato e mio padre mi ha fatto guardare in alto. Tutto quì. Tante persone hanno provato ad insegnarmi delle cose, per mandato professionale, per vezzo o per dovere, ma sono certo che nessuno ha mai fatto di meglio per me. Mia madre mi acquisto il primo Apple, macchina dei sogni per un bimbo di 12 anni. Mi abbonò ad Omni, che non capivo ma che guardavo stupefatto. Qualche tempo dopo vidi il film “Incontri Ravvicinati del terzo tipo”, anzi di quel film ne ho impressa nella mente la locandina in cui una strada, sotto un cielo stellato puntava verso montagne lontane oltre le quali si intravvedeva una luce. Erano sparsi per tutta Genova, attaccati ai muri ed ai lampioni. Sempre con mio padre vidi quel film ed iniziai a desiderare di essere in un luogo in cui, in realtà non sono mai stato veramente, ma che sono certo esistere; un luogo a metà tra terra e cielo, oscuro ma punteggiato da miliardi di luci, miliardi di mondi. Sento che tutto è per me nato da lì. Immagino che qualche cosa di simile sia accaduto anche agli altri esseri umani. E’ venuto poi il desiderio, logica, anzi emotiva conseguenza della meraviglia. La felicità per una persona sta nella sua capacità di desiderare davvero qualche cosa. Di questo ne sono sicuro in ogni fibra del mio essere. L’intima ultima domanda, la vera richiesta di chi è perso nel proprio esistere è quello di infondere la passione dentro di lui, di insegnargli a  desiderare veramente. L’uomo sa che sapere desiderare con passione è l’unica via alla felicità. Il desiderio traccia la strada, esudirlo non è indispensabile, anzi alle volte è sconsigliabile. Al di fuori dei miei genitori ho avuto un unico altro educatore, il mio primo maestro delle elementari. Il suo vero merito è stato quello di “lasciarmi fare” di “fidarsi di me” quasi completamente. Anche con lui ricordo di cieli stellati, di prati brulicanti di vita, di domande che mi faceva e di poche risposte che mi dava. Dopo quel tempo tutto è stato importante per me, ma niente così essenziale. Come quando fai un fuoco, dopo avere disposto la legna ed aver acceso, il più è fatto…

Baìo di Rore 2012

Eccovi un breve “assaggio” dei filmati che abbiamo girato durante la Baìo di Sampeyre del 2012 in Val Varaita; le immagini che vedrete riguardano la Baìo di Rore e sono solo parte di tutto il materiale video che abbiamo raccolto e che verrà montato nei prossimi mesi appena avremo tempo! Buona visione!

Piccola Guida Steampunk alla Psicofarmacologia

Per tutte le persone presenti al convegno “Psicopatologia della Post-Modernità” interessate ad avere la bibliografia e referenze “di minima” dell’intervento di Valerio Rosso “Piccola Guida Steampunk alla Psicofarmacologia”, cliccate qui. Per eventuali richieste di specifiche o di approfondimenti contattate Valerio Rosso al suo indirizzo email: valerio.rosso@me.com. Il sito web personale di Valerio Rosso è
http://www.valeriorosso.com

Amare ed odiare Britney Spears…

C’è poco da girarci intorno: Toxic è un gran pezzo pop. Per me è uno dei migliori degli ultimi anni. Amare ed odiare Britney Spears è uno stato d’animo difficile da gestire… Ho fatto una versione di TOXIC distorta/stuprata/barbona ispirandomi al percorso di vita di questa star che ha confuso le mie convinzioni su di lei e sulla musica pop attuale nei 3 minuti di questa canzone…