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A Mezzanotte, in un mondo perfetto

Scoppia una bomba, muoiono persone, la sofferenza ci arriva diritta dentro come un treno. Due ragazzi si baciano e si amano in un parco, nessuno li vedrà mai, nessuno giornale ne parlerà. Ambedue gli eventi coesistono nel mondo reale, o esistono in due percezioni diverse del mondo? Una persona muore di cancro, un’altra morirà distrutta dall’alcool, magari suicidandosi. Sapete, però, quanta gente riesce a fuggire da luoghi terribili della propria mente per sempre o a definirsi “guarita” da malattie il cui solo nome riesce ad abbattere le speranze della gente? Non voglio parlare di statistiche, voglio solo pensare alle persone che conosco, o che ho semplicemente aiutato e che vedo tornare alla vita; anzi alcune, le più forti, non si sono mai allontanate da essa. Mi stavo chiedendo se la nostra immagine del mondo sia costruita perlopiù sull’enfasi, sul clamore e sulla inconsapevole selezione di tutte quelle informazioni che più alimentano le nostre insicurezze, oppure sulla meravigliosa sostanza del nostro pensare più alto e del nostro sentire più profondo. La parte migliore del mondo in cui viviamo è silenziosa, e possiamo notarla solo con un gesto di volontà, solo se scegliamo di farlo, separandola dal restante rumore di fondo.

Ogni persona del mondo ha davanti a se un certo margine di scelta. Non solo scegliere “di fare”, ma anche “di sentire” e “di vedere”.  Scegliere di continuare a vedere in profondità la realtà ha un valore enorme per fare in modo che la costruzione del nostro mondo interno, non diventi sterilmente monopolizzata dalle nostre memorie e dalla loro troppo autistica rielaborazione. La felicità, a mio parere, è sempre una scelta che spesso è rappresentata da un gesto eroico di rinuncia all’esercitare il coraggio solamente nei nostri “campi di battaglia” interni dove combattiamo contro persone, oggetti, condizioni che ci hanno lasciato da tempo, e solo la nostra vischiosità di esseri umani li trattiene come delle fotografie sbiadite. Se sprecheremo questo coraggio inutilmente, dove non serve ormai più, non ne avremo abbastanza quando davvero ne avremo bisogno, nel mondo “vero”. Che, a ben guardare, dalla giusta distanza e con gli occhi bene aperti, è già perfetto.

Yes, I believe in Life before Death…

Mi rendo conto che molti di voi lo troveranno ridicolo, e non avrò mai le prove per dimostrarlo “scientificamente”, ma sono certo che ci sia vita prima della morte. Si, credo nella vita prima della morte…

La Paura

Il bisogno di sicurezza porta alla morte delle passioni, alla fine della vita vera. Per paura di ammalarmi, non cammino sotto la pioggia. Per paura di farmi male, non mi sono mai comprato una motocicletta. Per paura di cadere, non mi arrampico sugli un alberi. Per paura di morire, non scalo una montagna. Per paura degli altri, rimango solo. Per paura di restare solo, passo le serate nei bar. Il maggior pericolo nella vita consiste nel prendere troppe precauzioni perchè è la paura che porta noi esseri umani ad avere scarsa fiducia sulla nostra capacità di desiderare davvero qualcosa.

Amo questo tempo tempestoso, amo questo cielo d’acciaio, amo la tranquillità della terra indurita dal gelo.“ (Charlotte Brontë)